08/02/2008 - Finanziaria 2008 - Regime dei minimi

REGIME SEMPLIFICATO PER I CONTRIBUENTI MINIMI – Articolo 1, commi da 96 a 117, della Legge finanziaria 2008*
Che cos’è?
L’Articolo 1, commi da 96 al 117 della legge finanziaria per il 2008, introduce nel nostro ordinamento un nuovo regime fiscale semplificato che, a partire dal 1° Gennaio 2008, sarà applicato automaticamente (“regime naturale”) alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa (anche in forma di impresa familiare), artistica e professionale.
Contemporaneamente, vengono abrogati i seguenti regimi di semplificazione:
- il regime dei contribuenti minimi in franchigia (art. 32 bis del DPR 29 settembre 1972, n. 633)
- regime fiscale delle attività marginali (l’art. 14 della legge 23 dicembre 2000, n. 388)
- regime c.d. “super-semplificato” per le imprese ed i lavoratori autonomi di minori dimensioni (articolo 3, commi da 165 a 170, della legge 23 dicembre 1996, n. 662)
A chi si rivolge?
A. Si rivolge a chi, nel corso del 2007:
- ha conseguito ricavi non superiori ai 30.000 Euro: non rilevano a tal fine i ricavi e i compensi derivanti dall’adeguamento degli studi di settore o ai parametri. Nel caso di esercizio di più attività, il limite di € 30.000 si riferisce alla somma di tutti i ricavi e compensi relativi alle singole attività;
- non ha effettuato cessioni all’esportazione o operazioni ad esse assimilate, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, operazioni con lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino; sono ammesse le cessioni ex art. 38 quater ai viaggiatori extra UE;
- non aver sostenuto spese per lavoro dipendente o per collaboratori anche se assunti con le modalità riconducibili ad un progetto o programma di lavoro (ad esclusione dei collaboratori familiari per quanto riguarda le imprese familiari);
- non aver erogato utili agli associati in partecipazione con apporto di lavoro;
- non aver acquistato, anche mediante contratti di appalto e di locazione (pure finanziaria), nei tre anni precedenti (dal 2005 al 2007 compresi), beni strumentali di valore complessivo superiore a € 15.000. In caso di beni utilizzati promiscuamente per l’impresa, rilevano al 50%.
In questo caso, ai fini dell’applicazione del regime, non è necessaria alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate, in quanto il nuovo regime è il “regime naturale”.
È necessario, inoltre, non emettere alcun documento che certifica il corrispettivo con addebito dell’IVA nel corso del 2008.
B. Si rivolge, inoltre, a chi inizia l’attività nel corso del 2008 e prevede di rispettare le condizioni sopra descritte: in questo caso, il limite di € 30.000 di ricavi o compensi va ragguagliato all’anno.
In questo caso, è necessaria la comunicazione nella dichiarazione di inizio attività effettuata con il modello AA9. Fino all’approvazione del nuovo modello, coloro che intendono aderire al regime dei contribuenti minimi, devono barrare nel “quadro B” del mod. AA9/8 la casella “contribuenti minori”.
I contribuenti che non intendono applicare il nuovo regime possono optare, anche mediante comportamento concludente, per la determinazione delle imposte sul reddito e dell’IVA nei modi ordinari.
Per comportamento concludente, ad esempio, può essere sufficiente emettere, la fattura, o altro documento, che certifica il ricavo/compenso, con l’addebito dell’IVA al proprio cessionario/committente.
In caso di opzione, invece, questa va comunicata all’Agenzia delle Entrate con la prima dichiarazione annuale presentata dopo tale scelta. L’opzione è valida per almeno un triennio, poi si rinnova di anno in anno, fino a quando il contribuente applica le imposte nei modi ordinari. In deroga a questo, e limitatamente al periodo d’imposta 2008, è prevista la possibilità di revocare l’opzione per il regime ordinario con effetto dal periodo d’imposta 2009: in questo caso, la revoca va comunicata presentando, unicamente alla dichiarazione dei redditi, il modello VO rinvenibile nella dichiarazione annuale IVA
Chi è escluso?
Sono esclusi dal regime dei “contribuenti minimi”:
- i soggetti non residenti;
- le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (ad esempio gli imprenditori agricoli e agriturismo; la vendita di Sali e tabacchi, fiammiferi, rivendita di biglietti di trasporto pubblico; l’editoria; intrattenimento e giochi; agenzie di viaggio e turismo; vendite a domicilio; rivendita di beni usati, oggetti d’arte, d’antiquariato);
- soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano operazioni di cessione di fabbricati e di terreni fabbricabili o di mezzo di trasporto nuovi;
- i soggetti che, oltre ad essere imprenditori individuali, sono soci di società di persone, che partecipano ad associazioni professionali, sono soci di s.r.l. a ristretta base proprietaria che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?
Fra i vantaggi è possibile elencare:
- l’esonero dalla tenuta e dalla compilazione dei Registri IVA nonché dalla tenuta delle scritture contabili;
- l’esonero dalla dichiarazione e dalla comunicazione annuale IVA e dagli elenchi clienti e fornitori;
- la mancata applicazione dell’IVA sui ricavi e compensi percepiti, per cui i contribuenti che si avvalgono di tale regime non sono più tenuti all’effettuazione delle liquidazioni periodiche e al versamento dell’eventuale differenza a debito. Per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni per le quali essi risultano debitori dell’imposta (ad esempio perché acquirenti da un soggetto obbligato all’applicazione del regime di inversione contabile c.d. reverse change), devono integrare la fattura d’acquisto con indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, e devono provvedere a versare all’erario la relativa imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;
- l’esclusione dalla comunicazione dei dati per gli studi di settori e ai parametri (il che non vuol dire essere esentati dai controlli con le regole dell’accertamento previste dall’ordinamento vigente);
- l’esenzione dalla dichiarazione e dal versamento dell’IRAP;
- la deducibilità dei costi per le imprese che si avvalgono dell’opera di collaboratori che si avvalgono del regime semplificato
Fra gli svantaggi, il principale è costituito dalla perdita dell’intero monte di detrazioni personali (ad esempio le detrazione per spese mediche, assicurazioni, mutuo, interessi sui mutui, ristrutturazioni edilizie, ecc.) qualora non si percepiscano altri redditi (ad esempio redditi da lavoro assimilato al lavoro dipendente). Inoltre, scoraggia gli investimenti in beni strumentali e la mancata applicazione dell’IVA sui ricavi e compensi percepiti comporta l’indetraibilità dell’IVA assolta sugli acquisti effettuati.
In poche parole, è vantaggioso per chi ha pochi acquisti (a causa della perdita della detrazione dell’IVA), per chi ha contemporaneamente poche o nulle detrazioni e redditi derivanti unicamente dall’attività esercitata con il regime dei minimi in oggetto, in quanto non saranno utilizzabili.
Rimangono invece gli obblighi, a carico del contribuente di:
- numerare e conservare le fatture d’acquisto, i documenti ricevuti ed emessi e le bollette doganali;
- certificazione dei corrispettivi (scontrino o ricevuta fiscale) mentre dovrebbe venir meno (ma ancora non c’è la conferma ufficiale) l’obbligo di presentazione in via telematica dei corrispettivi: le fatture emesse devono indicare espressamente la dizione “operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, comma 100, legge finanziaria 2008 e non debbono recare l’addebito di IVA”.
A questo proposito si evidenzia che:
a) le fatture devono essere emesse applicando la ritenuta d’acconto;
b) non c’è l'esclusione dall'applicazione del contributo integrativo previsto dalle Casse di previdenza;
- obbligo di integrare la fattura e di versare l’imposta per gli acquisti intracomunitari relativi alle operazioni soggette al regime dell’inversione contabile o reverse charge come indicato in precedenza;
- obbligo di presentare agli uffici doganali gli elenchi intrastat.
Come si determina il reddito imponibile?
Il reddito di impresa o di lavoro autonomo è determinato dalla somma algebrica tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività di impresa o dell’arte o della professione: vige quindi il “principio di cassa”, ovvero il momento dell’effettiva percezione del ricavo/compenso nonché di effettivo sostenimento del costo/spesa.
A conferma di ciò, viene stabilito che concorrono alla formazione del reddito le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o all’esercizio dell’arte o professione. Inoltre, sempre in applicazione del “principio di cassa, deve ritenersi che: il costo sostenuto per l’acquisto di beni strumentali concorre alla formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui è avvenuto il pagamento; che la plusvalenza realizzata per la cessione di un bene strumentale acquistato nel periodo di vigenza del regime sarà pari all’intero corrispettivo di cessione, e concorrerà alla formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui è percepito il corrispettivo.
A questo proposito è utile evidenziare delle “particolarità” derivanti dall’applicazione del nuovo regime:
- non si dovrà più tenere conto del valore delle rimanenze finali di magazzino: le rimanenze di merci esistenti al 31/12/2007 si deducono dai compensi positivi prodotti nel 2008. Dette rimanenze costituiscono un componente negativo di reddito 2008 fino alla concorrenza dei componenti positivi incassati. L’eventuale eccedenza, se le rimanenze finali sono maggiori dei componenti positivi conseguiti, sarà dedotta nei periodi d’imposta successivi;
- i contributi previdenziali sono deducibili dal reddito d’impresa o della professione (non compaiono più quindi tra gli oneri deducibili in sede di dichiarazione). Sono altresì deducibili dal titolare dell’impresa anche i contributi versati per i collaboratori, a condizione che il titolare non abbia esercitato la rivalsa sugli stessi;
- i componenti positivi e negativi di reddito riferibili ad esercizi precedenti a quello da cui ha effetto il nuovo regime, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità a disposizioni di legge, partecipano per le quote residue alla formazione del reddito dell’esercizio precedente a quello di efficacia del nuovo regime solo per l’importo della somma algebrica delle predette quote eccedente l’ammontare di € 5.000,00. In caso di importo non eccedente l’importo evidenziato, le quote si considerano azzerate e non partecipano alla formazione del reddito del suddetto esercizio se trattasi di componente positivo di reddito, altrimenti l’importo potrà essere portato integralmente in deduzione;
- i ricavi che hanno concorso a formare reddito negli esercizi precedenti , non assumono rilevanza anche se effettivamente incassati nel 2008, mentre le eventuali perdite degli esercizi precedenti il 2008 e non ancora compensate, potranno essere dedotte dai redditi prodotti nel 2008 (o successivi);
Come si calcola l’imposta?
Su reddito dei contribuenti minimi si applica l’imposta sostitutiva del 20%, sia ai fini delle imposte sui redditi che delle addizionali regionali e comunali.
I contribuenti assoggettati al regime dei minimi, sono esonerati dal versamento dell’IRAP.
Quali sono le cause di cessazione?
Il regime dei minimi cessa di avere applicazione
A) dall’anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni previste per rientrare in tale regime;
B) nel corso dell’esercizio qualora i ricavi o i compensi superano di oltre il 50% il limite di € 30.000 (cioè € 45.000).
In tal caso, il contribuente dovrà porre in essere gli ordinari adempimenti contabili ed extracontabili posti a carico degli imprenditori e dei professionisti, ed in particolare sarà dovuta l’imposta sul valore aggiunto dovuta relativa ai corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell’intero anno solare, facendo in ogni caso salvo il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti.
Il superamento di questo limite implica l’applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni (in pratica, per il periodo d’imposta in cui avviene il superamento e per i tre successivi).
Il regime dei contribuenti minimi può cessare anche a seguito di un avviso di accertamento divenuto definitivo: la cessazione avviene dall’anno successivo a quello in cui si è accertato in via definitiva il venir meno di una delle condizioni necessarie per rientrare nell’applicazione del regime
A chi conviene?
In sostanza il regime dei minimi non è sistema che conviene in assoluto a tutti, ma è necessario confrontarsi con il proprio consulente fiscale per valutare la situazione singola.
Conviene sicuramente (quando ciò sia possibile), se il lavoratore autonomo ha, accanto al reddito derivante dall’applicazione del regime dei minimi, redditi di altra natura (dipendente, assimilato al dipendente, redditi fondiari), per i quali non perderebbe il diritto alle detrazioni.

L’Agenzia delle Entrate ha comunque predisposto un test per la valutazione della convenienza e ha predisposto una nuova circolare esplicativa.

Autore: Ufficio stampa Fnovi

 

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